LE RECENSIONI DEI NOSTRI STUDENTI – QUASI AMICI

Quasi Amici

In questo film due mondi si incontrano per reciproco bisogno. Driss è in cerca di una dichiarazione per ottenere il sussidio di disoccupazione, Philippe sta selezionando un assistente sanitario. L’uno è nero, senegalese, giovane e pieno di energie. L’altro è bianco, plurimilionario, immobilizzato dalle spalle in giù a seguito di un gravissimo incidente di parapendio, attempato; è circondato di donne che lo aiutano nelle varie attività, ma gli mancano un affetto profondo e qualcosa che renda sopportabile il grave handicap. Driss sembra la persona meno adatta ad assistere Philippe ma viene assunto e i due devono vivere insieme.

Due mondi di scontreranno, per dare vita poi ad una amicizia divertente e forte: inaspettatamente si creerà un rapporto unico.

Nonostante la grande diversità di origine, cultura e carattere si accorgeranno che ognuno dei due può fare un gran bene all’altro. Il rozzo ma simpatico ed estroverso Driss tratta Philippe esattamente per quello che è: una persona umana con desideri e volontà, con cui chiacchierare, ridere e scherzare, e gli fa capire che nonostante tutto può vivere una vita normale. Se poi Philippe ha qualche problema in più ci pensa Driss ad aiutarlo con la sua energia, la sua forza ed il suo entusiasmo per la vita. Al tempo stesso Philippe cerca di far diventare meno “grezzi” il suo badante facendogli scoprire l’importanza della cultura.

Si tratta di un film divertente e commovente allo stesso tempo: nonostante sia raccontata la vicenda di una persona costretta all’immobilità permanente ed una assistenza totale, non ci sono pietismi. Inizia come un rapporto di lavoro proposto da Philippe per sfida e gioco e finisce come un’amicizia autentica, basata sul riconoscimento dell’altro, delle sue qualità intrinseche, toccando temi difficili quali l’invalidità e il razzismo, accostando due persone totalmente diverse che grazie alle loro difficoltà riescono a diventare inseparabili.

SCENA:

Mi è rimasta impressa la scena che si svolge all’interno di un ristorante verso la fine.

Driss accompagna l’amico Philippe e lo prende in giro, facendogli tornare il sorriso. Il badante poi uscirà dal ristorante salutandolo: inizialmente Philippe non capisce il perché del comportamento del suo amico fino a che al tavolo non si presenza Eleanor, l’amica di penna di Philippe che non ha mai incontrato perché teme di non essere apprezzato. Ella si metta a parlare con Philippe il quale commosso si gira verso la vetrina e vede Driss, sorridente e commosso, che lo saluta per l’ultima volta, lasciandolo nelle mani sicure di lei.

LE RECENSIONI DEI NOSTRI STUDENTI – CAPTAIN FANTASTIC

Captain Fantastic

Ben Cash vive con la sua famiglia tra i boschi, lontano dalla civiltà moderna e dando loro un’educazione, sia di tipo classico, sia fisica, adatta alla sopravvivenza nei boschi che li circondano.

Leslie, la moglie di Ben non è presente nel bosco con la famiglia in quanto ricoverata in ospedale per un disturbo bipolare.

Ogni giorno le giornate vengono scandite da un allenamento fisico nei boschi, caccia, scalate su pareti rocciose e lezioni di filosofia, assistendo ad una famiglia unita e sconsolata nei boschi, la quale sente però la mancanza della madre.

Quando Leslie muore i suoi genitori vieteranno alla famiglia di presentarsi al funerale, scatenando il loro ritorno nella società, primo viaggio all’interno dell’america moderna per i cinque figli, sconvolti dal modo di vivere e pensare che li circonda, essendo vissuti fino ad allora in un paradiso isolato dal mondo.

Il loro viaggio nella società contemporanea sorprenderà i ragazzi e riporterà al presente il padre, che nel confronto con i suoceri realizzerà quanto i propri figli siano impreparati dal mondo verso il quale li sta proteggendo. A seguito di un incidente Ben si decide a lasciare i figli con i suoceri e con amarezza si prepara ad andarsene da solo, salvo poi scoprire che questi si sono nascosti all’interno del furgoncino e non hanno intenzione di lasciare il padre.

La famiglia riunita recupera il corpo della madre, seppellita contro la sua volontà in quanto buddista, e lo brucia per poi disperdere le sue ceneri nei bagni dell’aeroporto. Il film si conclude con la partenza del primo figlio verso alla scoperta del mondo e con il trasferimento della famiglia in una fattoria oltre all’iscrizione a scuola dei restanti quattro figli.

SCENA PREFERITA:  Quando la famiglia si ritrova momentaneamente con i parenti di parte materna questi mettono in dubbio il tipo di educazione fornita da Ben ai suoi figli, al quale dicono “i tuoi figli necessitano di un educazione normale, di struttura”. Al che  Ben risponde chiamando la filgia più piccola e facendogli domande su svariati argomenti, trovandola preparata e di fatto umiliando i i figli più grandi dei parenti, che in quanto educati in una scuola tradizionale non hanno un grande interesse per la cultura e sono vittime della società moderna.

LE RECENSIONI DEI NOSTRI STUDENTI – GREASE

Grease

Ho scelto il film GREASE perché dovendo interpretare una canzone di Sandy, la protagonista, ho rivisto tutto il musical.

La trama è molto semplice: durante le vacanze scolastiche Danny fa amicizia con Sandy, una ragazza australiana. Con grande sorpresa poi se la ritrova nel suo stesso college, ma finge indifferenza perché lui è un vero duro. Dopo una gara di ballo, che Danny vince in coppia con un’altra ragazza, i due si mettono finalmente insieme.

L’amore trasformerà entrambi: conoscendo Sandy, Danny capirà di poter essere anche gentile e romantico. Da parte sua Sandy, la ragazza acqua e sapone, tramite Danny riuscirà a “osare di più” nella vita come nel look.

E’ una fiaba a tempo di musica con canzoni orecchiabili e coreografie carine: tuttora spesso alla radio si sentono ancora  “You’re The One That I Want” e “Summer Nights

Grease rappresenta un modo di vivere ormai superato, ma sempre di forte impatto: pantaloni a vita alta e dai colori sgargianti, i foulard infiocchettati attorno al collo, i capelli cotonati e le volteggianti gonne a ruota fanno parte della storia del costume degli anni Cinquanta e da molti vengono ricordati con nostalgia.

Mi sono soffermata sulle scene dove i protagonisti cantano “SUMMER NIGHTS” :

Il brano racconta dei primi momenti di Danny e Sandy insieme: innamoratisi durante l’estate, credevano di doversi separare a settembre, ma poi Sandy si iscrive alla stessa scuola di Danny e le cose diventano più complicate.
Entrambi hanno un “bagaglio” di amici che denotano i loro modi di essere. Sandy fa parte delle “Pink Ladies” mentre Danny è il capo della banda dei Thunderbirds: in modo diverso, entrambi raccontano ai rispettivi amici, il loro amore estivo.

Vengono incitati a raccontare i dettagli “Tell me more, tell me more..”

Lei racconta di un ragazzo molto gentile che le stringe la mano in riva al mare, molto romantico.

Lui non vuole smentire la sua fama da “duro”.

Ti viene da chiederti se si tratta veramente di due mondi inconciliabili…

LE RECENSIONI DEI NOSTRI STUDENTI – IL FILO NASCOSTO

Il Filo Nascosto

Londra, anni 50′, Reynolds Woodcock è un sarto di grande successo, ossessionato dal suo lavoro, attorno al quale ruota tutto il suo mondo. Con la sua grande abilità di sarto, dovuta a una grande passione sin dall’età giovanile, cuce vestiti per l’alta borghesia londinese ed europea, trasformando i suoi clienti sulla base dei loro desideri e delle loro caratteristiche. Reynolds è scapolo, a suo dire la sua passione per i vestiti non gli consente di sposarsi, sennonché una volta lasciata la fidanzata del momento incontra Anna, una cameriera di campagna, che si trasferirà da lui a Londra, diventando sua modella e amante. Anna è più giovane, di umili origini e inizialmente verrà schiacciata dal carattere di lui, ma con il tempo troverà tra i vari scontri un equilibrio distorto con il quale far funzionare il rapporto. Il disinteresse di Reynolds verso tutto ciò che non è cucire vestiti porta a liti alle quali Anna non si sottrae, cercando in più modi le attenzioni di lui, fino ad avvelenarlo con dei funghi per poi accudire l’ormai inerme amante nonché futuro sposo.

Lo scorrere del tempo mostra gli alti e bassi del loro rapporto e il matrimonio dei due sembra una mossa azzardata fino alla fine del film, dove Anna rivela al marito di averlo avvelenato, ma solo per potersi poi prendere cura di lui, rendendolo inerme e bisognoso. La reazione di lui è attesa in una lunga scena che si conclude con l’accettazione del rapporto di eccessi dei due, dall’irritabilità che si causano in salute al bisogno di lui in malattia, concessione di attenzioni, affetto e tenerezza tra i due.

SCENA PREFERITA: L’inizio della luna di miele dei due, tra le bianche montagne sembra già l’inizio della fine. Reynolds è già a disagio lontano dal lavoro e il modo di comportarsi di lei risulta sempre eccessivamente fastidioso, mostrandoci un immagine della colazione tra i due già vista nel film, che causa la stessa reazione al sarto londinese nonostante ci si aspetterebbe altrimenti visto l’inaugurato matrimonio. In questa scena viene mostrato come l’equilibrio del loro rapporto sembri precario, sempre al limite, facendoci vivere la tensione tra i due, in attesa di un litigio o di una separazione che non vedremo mai, ma che verrà guarita dallo speciale modo di Anna di prendersi cura del maniacale marito.

LE RECENSIONI DEI NOSTRI STUDENTI – ACROSS THE UNIVERSE

Across the Universe

Jude è un giovane operaio navale di Liverpool, che decide di partire per l’America alla ricerca del padre Wes, ignaro di avere un figlio in Inghilterra. A Princeton Jude fa amicizia con Max, borghese ribelle che lascerà il college per andare a New York, dove si troverà a fare il tassista prima di essere chiamato alle armi in Vietnam. Jude segue Max a New York cercando lavoro come artista indipendente e innamorandosi della sorella minore di Max, Lucy, il cui fidanzato è morto nella guerra in Vietnam.

Il film mostra la situazione degli anni 60 negli stati uniti tra gli ambienti pacifisti e lo sviluppo dei rapporti tra i protagonisti in un America psichelica.

Tutto il film usa come colonna sonora le canzoni dei Beatles, con cui i protagnoisti raccontano la propria storia e le proprie emozioni, tra stati allucinati e paure che prendono vita di fronte ai nostri occhi. Film curato e ben fatto, con bellissime immagini, colori e coreografie.

SCENA PREFERITA: L’arruolamento nell’esercito di Max ci porta in uno dei viaggi coreografici del film, dove la paura della guerra prende vita, con soldati danzanti con la stessa enorme faccia quadrata. La scena inizia con un grande Zio Sam che manifesta il suo desiderio di “volere” Max, il quale verrà poi spogliato e uniformato agli altri commilitoni, sballottati, visitati e impacchettati, prodotti confezionati per l’esercito. Una delle immagini più belle del film la troviamo qui, dove Max e i suoi compagni in mutande calpestano come dei giganti il Vietnam trasportando con fatica sulle loro schiene una statua della libertà tra le palme dell’Asia schiacciate dai loro piedi.